Ci ha lasciato il Compagnio Ercole Fumagalli, sotto un suo Ricordo, L'ultimo Compleanno alla Festa dell' Unità di Solaro 
Ercole sulla destra
Liberi Di Volare
Ci ha lasciato il Compagnio Ercole Fumagalli, sotto un suo Ricordo, L'ultimo Compleanno alla Festa dell' Unità di Solaro 
Ercole sulla destra
Dal 6 al 15 Luglio a Solaro (MI) presso il palazzetto dello sport verrà organizzata come tutti gli anni la festa dell'unità, anche quest'anno siamo la a dare una mano e anche quest'anno abbiamo organizzato delle serate con musica e tanto divertimento.
Sotto la locandina delle serate da noi organizzate, vieni a trovarci!!!!

Era il 23 di maggio 1992, 15 anni fa, quando una bomba posta in un canale sotto il manto del tratto autostradale dell’autostrada Palermo-Mazzara che collega il capoluogo siciliano con l'aeroporto di Punta Raisi, fece perdere la vita a Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti di scorta.
Pochi mesi più tardi la stessa sorte sarebbe toccata a Paolo Borsellino, anche lui come Falcone magistrato impegnato alla lotta contro cosa nostra.
Abbiamo reagito? Cos'è cambiato da quel maledetto giorno?
Sono nate molte associazioni a sostegno del NO alla Mafia, e si è dato il via dallo scorso anno alla nave della legalità; da cui migliaia di giovani studenti provenienti da tutta Italia sono sbarcati in Sicilia per testimoniare contro la mafia. Assieme ai ragazzi, partiti martedì sera da Civitavecchia, ha viaggiato simbolicamente anche il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, già procuratore capo a Palermo.
Il corteo si è poi spostato a piedi fino all’aula bunker del carcere dell'Ucciardone per la cerimonia e i discorsi commemorativi (presenti tra gli altri il presidente del Senato, Franco Marini, e il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni).
Altre centinaia di studenti e docenti, accompagnati dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo e da Manfredi Borsellino, si sono invece recati a Corleone sui luoghi dell'arresto di Bernardo Provenzano, per appendere lungo la via le lenzuola della legalità fatte dalle scuole.
Una nuova lettera di minacce, è stata inviata al deputato dell´Ulivo Maria Grazia Laganà, componente della Commissione antimafia e vedova del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno, ucciso a Locri il 16 ottobre del 2005.
Nella lettera, giunta per posta nell' abitazione di Locri di Maria Grazia Laganà, scritta parte in italiano e parte in dialetto calabrese, si definisce la parlamentare «un morto che cammina». A Maria Grazia Laganà viene intimato, inoltre, «di smetterla». La parlamentare ha consegnato la lettera al Commissariato di Siderno della polizia, che ha avviato le indagini per identificare i responsabili dell' intimidazione.
Non è la prima lettera ricevuta dalla vedova Fortugno, lo scorso 28 aprile una lettera Le comunicava che la controllavano di non agitarsi e che nessuna la poteva salvare, e mesi prima fu fatta scoppiare in un cestino vicino all'ospedale di Siderno, dove poi fu trovato un volantino con minacce alla vedova e al fratello di Fortugno.
Link correlati:
http://www.ammazzatecitutti.org/
http://www.addiopizzo.org/
http://www.antimafiaduemila.com/
http://www.censurati.it/
COME OGNI ANNO A MAGGIO LA TERNA SINISTRORSA E' ORGOGLIOSA DI ANNUNCIARE IL FESTIVAL POLISUONA 2007
3
serate di musica davanti al Rettorato del Politecnico (P.zza Leonardo da Vinci)
COMPLETAMENTE GRATUITE!!!
GIOVEDI' 17 MAGGIO ORE 21
BRUSCO
DanceHall - Hip hop
VENERDI' 18 MAGGIO ORE 21
ARPIONI
ska
SABATO 19 MAGGIO ORE 21
JOHN THE FISHERMAN
funk/grunge/alternative
PERICOLO DI INCENDIO
rock demenziale
I DUE GRUPPI VINCIOTORI DEL CONCORSO "ASPIRANTI POLISUONA"
Prima dei concerti ci sarà un aperitivo nei pressi del palco.
Si ricorda che i concerti termineranno tassativamente alle ore 23.00, a causa delle prescrizioni degli Uffici Comunali
PER MAGGIORI INFORMAZIONI
http:\\polisuona.ternasinistrorsa.it
8 Marzo, Festa della donna a Solaro


4 Febbrio, Congresso Provinciale Milanese Sg


1 Aprile, Gita al museo dei F.lli Cervi


Quello che è successo a Matteo, il ragazzo di sedici anni suicidatosi perché i suoi compagni lo emarginavano dandogli del gay, non può che essere allarmante. Sono molte le cose che stupiscono e sconcertano di questa vicenda. Di sicuro il livello di omofobia ormai raggiunto dalla nostra società, l’indifferenza della preside che era stata avvertita di quanto accedeva, la cattiveria di cui si dimostrano capaci i ragazzi.
Quello che ha colpito me, però, è la solitudine profonda trasmessa dall’immagine di questo mio coetaneo, lasciato solo da una comunità che non lo capiva.
Quante volte dovremo vedere ancora il ripetersi di questo meccanismo?
Il diverso messo, da parte, accantonato e schernito portato a vedere la scuola come un luogo di disagio, i compagni come un problema. Quando dico “diverso” non intendo solo omosessuali, figli di immigrati o portatori di handicap, intendo anche ragazzi che semplicemente non stanno alle regole della comunità: non portano i vestiti giusti, sono troppo introversi o troppo gentili o troppo ingenui, non guardano i programmi giusti, non ascoltano la musica giusta, non sanno chi l’attuale consorte di J.Lo. Quando vieni messo da parte, quando passi sei ore al giorno senza che nessuno ti parli, le alternative non sono molte: o sei così forte da non farci caso, da non dargli importanza, o cambi adeguandoti al gruppo, o stringi i denti e speri che finisca presto.
Io non credo che le cose debbano per forza andare avanti così perché così sono sempre andate. Io penso che se la scuola diventasse un luogo di incontro, di socializzazione, e non solo di studio, allora forse le cose potrebbero cambiare. La verità è che le nostre scuole non ci insegnano a lavorare insieme, a cooperare o a conoscerci, ci insegnano a competere, a sperare che se tu sei andato male l’altro sia andato almeno un po’ peggio, così almeno hai la scusa per non sentirti del tutto imbecille. Sarebbe trovare un luogo dove l’altro non sia visto come un possibile rivale, ma come un possibile collaboratore. Un ambiente del genere, senza tensioni o emarginazioni, non è solo necessario, è anche realizzabile: lasciare maggiore possibilità agli studenti di autogestire la scuola con attività pomeridiane, promuovere le assemblee anziché ostacolarle, smettere di pensare che l’unica attività di un liceale debba essere lo studio (scusate lo sfogo, ma forse sarebbe il caso di capire che passare la nostra vita piegati sui libri non è salutare ne per il fisico ne per la mente) e iniziare a concepire l’idea di lezioni che facciano partecipare davvero gli studenti, mettendo in discussione il metodo della lezione frontale, incrementare un rapporto sereno anche fra studenti e insegnati.
Ecco, forse se la scuola di Matteo fosse stata così, forse ora l’umanità non dovrebbe affrontare la perdita di una vita ancora tutta da sognare.
Matilde